Il parroco


Don Fausto GIROMINI è nato a Gargallo il 18 febbraio 1963. E' stato ordinato il 19 giugno 1993 a Novara dall'allora mons. Corti. E' stato vicario parrocchiale a Galliate dal 1° settembre 1993 e parroco di Maggiora dal 22 luglio 2001. E' parroco di Pombia e Varallo Pombia dal 1° settembre 2013.

 

"GUARDIAMO AVANTI CON CORAGGIO"

La cronaca dell'ingresso a Varallo Pombia del 21 settembre 2013 (da 'Il Sempione')

“Che cosa farò ora?” Così il nuovo parroco, don Fausto Giromini, sabato 21 settembre, ha iniziato la sua prima omelia ripetendo le parole dell’amministratore disonesto della Parabola proposta dalla Liturgia del giorno. «Nel mio cuore vi è una domanda simile: che cosa farò? La risposta viene dal Vangelo appena ascoltato: qui si trova il mio programma. L’amministratore disonesto viene lodato dal padrone perché capace di trovare una soluzione. Gesù vuole dire a tutti noi: devi studiarle tutte pur di fare il bene. Dio ci loda se siamo bravi a fare il bene. Io non so se sarò un bravo parroco, ma ce la metterò tutta per essere un parroco buono, per volere bene a tutti. Fin da quando ho saputo che sarei venuto qui ho cominciato a volervi bene. Poi l’amministratore ha capito che avrebbe avuto futuro se avesse rimesso i debiti (anche se non ci rimetteva di suo): allora dobbiamo coltivare la misericordia ed è più difficile quando ci rimettiamo di persona, se sappiamo perdonare soprattutto quando è l’altro ad avere torto, anche se nessuno è perfetto. Infine l’amministratore viene lodato perché non rimpiange il passato, non si piange addosso, ma guarda al futuro. Anche la Chiesa, anche e soprattutto noi, non dobbiamo sederci a rimpiangere il passato. Con un solo sacerdote non sarà più come prima, allora guardiamo avanti con coraggio e speranza e faremo un bel cammino! Per riassumere: dobbiamo essere buoni più che bravi, essere strumenti di misericordia, guardare avanti e aiutare tutti a guardare avanti». Queste le parole di don Fausto, ma la sua accoglienza è iniziata prima con l’arrivo da Maggiora insieme ai suoi, ormai, ex parrocchiani. Una lieve incomprensione sul luogo di arrivo del pullman ha creato un piccolo disguido, che in realtà si è poi trasformato in una piacevole sorpresa: le due comunità, che si erano incamminate separatamente, a metà strada si sono incontrate, salutate, abbracciate e insieme hanno ripreso il cammino verso la chiesa parrocchiale, dove il parroco è entrato accolto dal canto della corale e dall’applauso delle numerose persone già presenti.

Don Vittorio Moia, vicario episcopale dell’Aronese, ha introdotto don Fausto, poi ha preso la parola padre Mario Airoldi, che da aprile ha seguito la Comunità dopo la partenza di padre Matteo Borroni. «Sono stato il pastore del vostro gregge come Giovanni Battista, che ha preparato la strada, ed ora ho terminato il mio compito. Oggi ci sono qui due comunità con due atteggiamenti diversi: quella di Maggiora triste e piangente per la perdita del suo parroco e quella di Varallo in trepida attesa. Invito voi ad accogliere don Fausto come in una famiglia e a te, don Fausto, auguro di essere un Pater familias, un dispensatore di Grazia, un prete con un grande cuore di padre che ha cura delle anime, ti auguro di essere un “curé”, come il santo Curato d’Ars!».

Sono quindi seguiti tutti gli atti formali previsti: la lettura del Decreto di nomina, la consegna del Lezionario al primo lettore, la consegna delle chiavi del Tabernacolo e la riposizione del Santissimo, la firma dell’atto di presa di possesso della parrocchia. Suor Carla ha dato a don Fausto il saluto di tutta la comunità donandogli un’icona della Pentecoste, poi anche il sindaco gli ha dato il benvenuto. Al termine della celebrazione il parroco ha ringraziato padre Mario, don Vittorio, don Sabino, le suore, la corale, tutti i presenti, i sindaci di Varallo, di Maggiora e di Gargallo, suo paese natale, dove «nel 1963 fui battezzato da don Attilio Corini che era proprio di Varallo Pombia (era entrato in seminario con gli altri varalpombiesi don Giuseppe Rossi e don Mario Ingignoli, ndr): c’era già un legame con questo paese? E da oggi sono varalpombiese anch’io!».

Per concludere la giornata e per permettere a tutti di salutare e accogliere don Fausto come in una grande famiglia, un ricco rinfresco sotto il tendone nel cortile dell’oratorio.